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lunedì 17 ottobre 2022

L'ANGOLO VINTAGE #19

Buonasera lettori e buon inizio settimana.
Dopo alcuni mesi di assenza, ritorno con questa rubrica che ci porta a leggere un libro che abbiamo da tempo. Questo mese, per spuntare le richieste di due challenge, ho letto un libro pubblicato nel 1975 che ho preso parecchio tempo fa.



LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO
Oriana Fallaci

Editore: BUR
Prezzo: Cartaceo € 7,99  Ebook € 10,45
Pagine: 113
Genere:  Narrativa contemporanea



Trama: "Non sono io la donna del libro. Tutt'al più le assomiglio, come può assomigliarle qualsiasi donna del nostro tempo che vive sola e che lavora e che pensa. Proprio per questo, perché ogni donna potesse riconoscersi in lei, ho evitato di darle un volto, un nome, un indirizzo, un'età." Così Oriana Fallaci in occasione della pubblicazione nel 1975 di Lettera a un bambino mai nato, il monologo di una donna che aspetta un figlio e che guarda alla maternità non come un dovere ma come una scelta personale e responsabile. In un'analisi di esemplare razionalità che fa ricorso a una lingua tersa ed essenziale, senza mai rinunciare alla consueta passione, la Fallaci interroga la propria coscienza affrontando il fondamento della natura femminile. Basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Ed è giusto sacrificare una vita già fatta a una vita che ancora non è? Il libro supera i dilemmi legati al dibattito sull'aborto, si impone all'attenzione dei lettori del mondo intero ed è oggi considerato un classico della letteratura di tutti i tempi e Paesi.

Recensione 

Lettera a un bambino mai nato è una storia breve ma intensa incentrata sul momento in cui una donna scopre inaspettatamente di aspettare un figlio e deve capire come comportarsi, quale direzione dare alla sua vita. 
Con uno stile diretto, preciso, ma appassionato, l'autrice ci porta a seguire il lungo monologo di questa donna che vaglia e analizza le varie possibilità, che parla del senso della vita, se sia più giusto negare o imporre una vita forse piena di sofferenza: mia figlia in un momento di rabbia e sconforto mi ha detto una volta..."mamma, non ti ho chiesto io di farmi nascere" , per cui leggere questa parte iniziale mi ha fatto veramente pensare e riflettere.

Tra sbalzi d'umore, alti e bassi come è normale, per certi versi, in una gestante, la donna protagonista cambia spesso idea sulla gravidanza, d'altra parte è anche una donna sola con un lavoro importante ed impegnativo. Ma è bello leggere di come la protagonista parli con il futuro bimbo, come ne segua stupefatta ed incredula la crescita, mi sono rivista in molte scene.
Comunque, ciò che  viene messo in risalto è che non c'è giusto o sbagliato, ogni donna deve agire secondo la propria coscienza. Il libro, infatti, non è un dibattito sull'aborto, la Fallaci non prende posizione ma lascia che sia ogni donna, ogni lettrice, ogni futura mamma a gestire e decidere per la sua vita e di conseguenza per quella del futuro bambino.

Nella seconda parte, però, molto più dolorosa, la protagonista fa delle scelte precise sulla sua vita nell'ottica che non c'è solo un bimbo non ancora nato ma una donna con una vita da portare avanti. 
Qui purtroppo non mi sono trovata d'accordo: sono convinta che ogni donna debba avere la possibilità di decidere se portare avanti o meno una gravidanza ma una volta che ha deciso di affrontarla penso debba fare il possibile per portarla a termine.

Questa storia, pubblicata nel 1975, quando non esisteva ancora la legge sull'aborto e qualsiasi interruzione volontaria di gravidanza era considerata reato penale, è praticamente autobiografica.
E' un libro per le donne ma, secondo me, ha un impatto diverso se a leggerlo sono donne che hanno avuto una gravidanza, indipendentemente da come sia finita perché certi pensieri, certe sensazioni, certe emozioni non si possono capire completamente se non ti sei trovata in quella condizione, è difficile capire e immaginare quel legame forte che si crea tra madre e figlio fin dalle primissime settimane di gestazione.


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Questi sono i blog che partecipano questo mese alla rubrica



1 commento:

  1. Un libro bellissimo, l'ho letto tanto tempo fa ma ricordo di aver provato grandi emozioni

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