mercoledì 15 marzo 2017

FLAWED.GLI IMPERFETTI - RECENSIONE



FLAWED. GLI IMPERFETTI
Cecelia Ahern


Editore: De Agostini
Prezzo: Ebook € 3.99, Cartaceo € 12.67
Pagine: 322
Genere: Distopico

Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l’immoralità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover’uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.

Recensione

Ho letto più di un libro di questa scrittrice, tutti di genere romance, e li ho sempre apprezzati. Questa volta, però, la Ahern si è cimentata con un nuovo genere, quello distopico, e a chi ha dei dubbi su questo cambiamento, posso dire di toglierseli dalla testa perché la Ahern ha fatto decisamente centro!

Il mondo che la Ahern ci propone non è molto diverso dal nostro, se non per un tribunale speciale, la Gilda, che ha il compito di giudicare i reati morali nei confronti della società.

In base all'errore commesso, il colpevole viene marchiato a fuoco sulla tempia, sul petto, sulla mano, sotto un piede o sotto la lingua con una F di FALLATO, cioè persona imperfetta e costretto ad indossare una fascia rossa sul braccio con una grande F. I fallati, poi, possono continuare a condurre le loro vite, non vengono rinchiusi in carcere, ma devono sottostare ad alcune "leggi": hanno un orario di coprifuoco, devono tenere un regime alimentare povero, non possono stare in più di due vicini e  sugli autobus hanno i loro posti riservati.


Ed è proprio su un autobus che la vera storia prende il via.
Celestine North ha sedici anni ed è praticamente perfetta. Segue le regole, le ritiene giuste, è brava in tutto, ha sempre ritenuto i fallati esseri inferiori ed è fidanzata con Art, il figlio del giudice Crevan, il capo della Gilda.
Sono una ragazza che crede nelle definizioni, nella logica, nel bianco e nero.
Ma tutto sembra giusto fino a che non si è coinvolti direttamente: la vicina di casa di Celestine è appena stata dichiarata fallata solo per aver portato la madre, molto malata, in un paese dove è legale l'eutanasia e così il  mondo perfetto e le certezze della ragazza hanno subito una crepa. La mattina, sull'autobus che la porta a scuola, sale un fallato. E' un uomo anziano e malato e non può sedersi perché i posti riservati sono occupati da due signore che stanno chiacchierando beatamente. Il vecchio inizia a tossire, sta chiaramente molto male e nessuno interviene, come se nulla fosse.
Possibile che nessuno senta quel vecchio? Possibile che nessuno lo veda? Mi osservo intorno agitata. Gli sguardi sono tutti rivolti ai finestrini oppure all'anziano, disgustati, come se potesse infettarci tutti con le sue colpe. Quell'uomo rischia di morire soffocato, c'è almeno una decina di posti liberi, ma lui non ci si può nemmeno avvicinare. mi ritengo una persona sensata e questa situazione mi sembra tutto tranne che sensata.
Celestine in quel momento, convinta di non far nulla di male, cerca di aiutare l'anziano facendolo sedere in un posto libero.
Questione di un attimo e la ragazza viene portata via dai segnalatori ed ora deve presentarsi davanti alla Gilda e spiegare il suo gesto: se ha deliberatamente aiutato un fallato rischia la prigione.
Celestine si ritrova pedina di un perfido gioco: esempio di umanità per alcuni fallati, ma anche di disonestà perché per salvarsi ora dovrebbe mentire e negare di aver aiutato l'anziano; esempio di fallata per gli altri.
Dietro il suo processo si celano ambizione e potere e la vita di Celestine non può che uscirne segnata fisicamente e moralmente. Marchiata a fuoco, la sua vita subisce un brusco cambiamento: da ragazza invidiata e perfetta, diventa oggetto di scherno e derisione. Ma c'è qualcosa, che solo lei sa, che potrebbe mandare all'aria tutto il sistema della Gilda. Ma chi può aiutarla? Di chi può fidarsi?

E' una storia che coinvolge, che non dà tregua, trasmette tante emozioni e soprattutto fa arrabbiare ed indignare. Mentre leggevo la scena dell'anziano sull'autobus fremevo per la totale indifferenza delle due donne che occupavano i posti sbagliati ed in quel momento mi sono resa conto che l'autrice ha descritto una società che non ha quasi nulla di diverso dalla nostra, non siamo in chissà quale anno dove tutto è cambiato, anzi ricorda molte cose della nostra storia passata (e non solo!) come la marchiatura degli schiavi, le fasce con le stelle di David per gli ebrei, la segregazione razziale degli anni sessanta in America, il disprezzo e la paura del diverso, ed è stato questo a farmi ancor più rizzare i peli: il fatto che sia molto simile alla realtà!
Ora non mi resta che aspettare il seguito, sperando arrivi quanto prima!

9 commenti:

  1. nonostante la storia di per e non sia la più originale, ho apprezzato molto questo romanzo. i dubbi che avevo nelle prime pagine si sono dissolti con il procedere della lettura ed ora sono impaziente di leggerne il seguito.
    a quanto pare nemmeno tu sei riuscita a resistere!!!! :)

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    1. La mia resistenza è finita chissà dove e devo dire che tutto sommato quando sono arrivata alla fine del libro non mi sono arrabbiata per il cliffhanger, sia perché sapevo che ci sarebbe stato, sia perché avevo proprio bisogno di una pausa da una lettura che mi ha coinvolto troppo

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  2. Ciao Erica
    è tempo di tornare al mio primo amore, il distopico... sperando che il seguito arrivi presto! :)

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  3. anche a me è piaciuto per i tuoi stessi motivi!

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  4. Anche a me ha fatto "innervosire" io sarei stata marchiata da capo a piede XD

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    1. Sì sì, lo stesso per me....se fossi stata in quell'autobus mi sarei messa ad urlare contro tutti dal nervoso

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  5. Ciao Erika!
    Personalmente mi è piaciuto tantissimo.
    Io però l'ho letto in lingua! Non vedo l'ora di leggere perfect!:)

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